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domenica 8 novembre 2009

"Web 2.0 in azienda: è dibattito sui pro e contro"

2/11/2009

di Alessandro Vinciarelli

Un post sui pro e contro dell'utilizzo di blog, wiki, podcast e social network nelle aziende. Da un alto la flessibilità dei processi organizzativi e la condivisione degli stessi; dall'altro la perdita di controllo nella comunicazione.

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lunedì 7 settembre 2009

Il Knowledge Management 2.0



Dal knowledge management di prima generazione al knowledge management 2.0


Il termine nasce nel 1986, grazie a Karl Wiig che, solamente 7 anni dopo, nel 1993, nel suo libro "Knowledge management foundations", ne enuncia i principi fondamentali; l'obiettivo è quello di migliorare l'efficienza dei gruppi di lavoro, mettendo in comune le esperienza che ogni singolo individuo ha maturato durante la sua carriera professionale e non.

I primi sistemi di gestione della conoscenza (di prima generazione), si concentravano sullo sviluppo di sistemi per rendere più facile e veloce l'archiviazione di dati e informazioni, senza alcuna distinzione tra ques'utlime e le conoscenze di conseguenza generate; le imprese che hanno puntato solo su grandi sistemi informativi fini a se stessi, si sono poi ritrovate di fronte a delle vere e proprie "discariche digitali".
Venivano utilizzati sistemi come portali informativi o data base, i quali si contraddistinguevano per una eccessiva rigidità e per una scarsa interazione tra gli utenti, in quanto le informazioni venivano trasmesse (imposte) con una logica di tipo top-down, dai livelli più alti a quelli più bassi dell'organizzazione.

Con il tempo ci si è invece resi conto che dati, informazioni e conoscenze non sono sullo stesso piano, ma sono legate gerarchicamente da una relazione di tipo "causa-effetto":



  • alla base ci sono i dati, materiale “grezzo” e abbondante dell’informazione;
  • su un gradino più alto c’è l’informazione, insieme di dati selezionati e organizzati per essere comunicati;
  • al terzo livello la conoscenza, cioè informazione rielaborata e applicata alla pratica;
  • al vertice troviamo la saggezza, conoscenza distillata dall’intuizione e dall’esperienza.
Gestire la conoscenza all'interno di un'impresa significa dunque, creare le condizioni organizzative idonee a stimolare le persone ad assorbire la conoscenza dall'esterno, a crearne di nuova, a trasferire e a condividere la propria conoscenza con altri.

Con l'avvento del Web 2.0, anche i sistemi di knowledge management si sono adeguati, evolvendosi ad un secondo stadio, maggiormente focalizzato ad aspetti di natura soft, basato su strumenti come blog, wiki, social network, che capovolgono radicalmente la struttura dei flussi informativi che invadono l'impresa.


Il blog aziendale a supporto dei processi di knowledge management

L'utilizzo di un corporate blog all'interno dell'impresa, a supporto dell'intranet aziendale, non solo migliora il morale del personale aziendale, che, pubblicando i propri interventi, si sente maggiormente coinvolto nella vita aziendale; è un potente strumento in mano del top management per far emergere le conoscenze tacite, radicate negli individui: così facendo, le persone dotate di skills professionali e personali adatti al blog, hanno la possibilità di emergere, di farsi conoscere, indipendentemente dal livello gerarchico a cui appartengono.
Il blog aziendale migliora i flussi di comunicazione all'interno dell'impresa, cambiandone radicalmente la direzione: non più logiche di tipo top down, ma piuttoso, flussi informativi bottom-up, dai livelli più bassi, a quelli più alti dell'organizzazione.

In sintesi, un corporate blog interno:
  • migliora e velocizza i flussi informativi tra i livelli aziendali;
  • aumenta il senso di appartenenza all'organizzazione dei dipendenti, che possono far sentire la loro voce, indipendentemente dall'incarico svolto;
  • aumenta l'efficienza del lavoro svolto in team;
  • fa emergere le conoscenze tacite, radicate nelle esperienze degli individui (altrimenti difficilmente trasferibili);

lunedì 31 agosto 2009

Tecnologia e società: gli ingredienti del Web 2.0

Che cos'è il Web 2.0?

Wikipedia definisce il Web 2.0 "un termine coniato da Tim O'Reilly e Dale Dougherty nel 2004 riferendosi ai cosiddetti servizi Internet di seconda generazione quali siti di social networking, wiki, strumenti di comunicazione e folksonomy, che enfatizzano la collaborazione e la condivisione tra gli utenti"

Non si fa riferimento all'ultima frontiera tecnologica del web o alla nuova versione di un software, ma all'evoluzione sociale che ha visto protagonista la Rete negli ultimi anni.
Il suo predecessore, il Web 1.0, si caratterizza per un modello di comunicazione unilaterale, attraverso documenti ipertestuali statici, progettati con linguaggi conosciuti da pochi specialisti (su tutti l'HTML); gli utenti sono prevalentemente fruitori passivi del contenuto.
Il Web 2.0 si allontana da questa visione, introducendo una nuova filosofia incentrata sulla decentralizzazione delle informazioni, che vengono raccolte, riproposte, organizzate, filtrate e create dagli stessi utenti.

Si affermano tecnologie........
  • Web services: sono sitemi software che consento di supportare l'interoperabilità tra più elaboratori nella medesima Rete e possono essere combinati, in modo da ottenere servizi complessi, facendo interagire un insieme di programmi che forniscono, ognuno, un servizio semplice;
  • API (Application Programming Interface): un insieme di procedure, private o pubbliche, disponibili per chi deve sviluppare un software; nel secondo caso sono rese disponibili sul Web, in modo che ogni programmatore possa andarle a ricercare nella Rete per creare un'applicazione;
  • AJAX (Asynchronous JavaScript and XML) e XML (eXtendable Markup Language): sono linguaggi di programmazione che permettono di aggiornare in modo dinamico le informazioni visualizzate all'interno di una pagina;
  • RSS: uno dei più popolari formati per la distribuzione e la fruizione di contenuti sul Web;
........ e applicazioni:
  • Blog: è un sito internet, generalmente gestito da una persona o da un ente, in cui l'autore pubblica più o meno periodicamente contenuti, in qualsiasi formato;
  • Social Network: reti sociali caratterizzate da gruppi di persone in costante contatto tra loro;
  • Wiki: siti web editabili nei quali chiunque può aggiungere contenuti o modificare quelli già esistenti;
  • Podcast: è un file (generalmente audio o video), messo a disposizione su Ienternet per chiunque si abboni ad una trasmissione periodica e scaricabile automaticamnte da un apposito programma, chiamato aggregatore, e si basa sui feed RSS.
Le tecnologie 2.0 sono dunque sempre esistite; l'idea cardine su cui si basa l'evoluzione del Web fa riferimento alle modalità con cui gli utenti usufruiscono delle stesse, sempre più indirizzate verso la collaborazione di massa, la partecipazione e il coinvolgimento degli user nella creazione dei contenuti.

Caratterizzato da tecnologie opern source, da nuovi sistemi di aggregazione dei contenuti, da applicazioni contraddistinte da un'elevata interattività, il Web 2.0 diventa non solo un fenomeno tecnologico; assume una forte valenza sociale, nel quale l'individuo diventa il vero protagonista della rete attraverso la produzione di contenuti e la condivisione delle proprie conoscenze; a tesimonianza di ciò, la rivista Time, nel 2006, ha assegnato il titolo di "Uomo dell'anno" al singolo individuo.



mercoledì 5 agosto 2009

Web 2.0 e Web 1.0 a confronto

Ho trovato questo video su youtube che, in due minuti circa, mostra chiaramente la differenza principale tra Web 1.o e Web 2.0; quest'ultimo incentrato sulla condivisione e la partecipazione degli utenti nella creazione dei contenuti grazie a tecnologie come social network, blog, wiki e podcast.